SCHEDA N. 9


SCHEDA STORICA


La valle del Lagaccio, compresa fra i colli di Oregina e di Granarolo, che ha alla sua sommitΰ il forte Sperone e sbocca quasi al mare sulla Piazza del Principe, deve il suo nome al lago artificiale che fino agli anni '60 ne occupava il fondo. Il lago in realtΰ non era poi cosμ vasto, dal momento che misurava 500 metri in lunghezza e 100 metri di larghezza, nel punto piω ampio, e aveva una profonditΰ di 5 metri.
Lo aveva voluto Andrea Doria, Principe della Serenissima, che nel 1539, ottenuto dal Governo della Repubblica di Genova lo sfruttamento delle acque piovane e sorgive della valle, aveva fatto alzare una diga e raccolte le acque nel lago. Dal lago partiva un acquedotto in muratura, che portava l'acqua alla fontana di Nettuno del Palazzo del Principe. La Villa infatti, il cui palazzo era ed θ tuttora sul mare, si stendeva fino alla sommitΰ della collina di Granarolo. L'acquedotto era stato ultimato nel 1540, insieme ad un lavatoio pubblico, e scendeva lungo la riva sinistra del torrente che alimentava il lago. Questo rivo si chiamava fossato di S. Tommaso, dal nome della chiesa, distrutta nel 1880 e ricostruita poi in via S. Ugo, presso la quale sfociava in mare. Il torrente scorreva allo scoperto: quando nel 1652 fu aperta la via che collegava il lago al mare, essa scendeva a fianco del torrente sovrastandolo di alcuni metri e avendo dal lato opposto la collina di Oregina.
Con la metΰ dell'800 il torrente venne incanalato e coperto per permettere la costruzione di nuovi edifici. Passando sotto una grande volta, che alla base di salita S. Rocco si collegava ad un'altra galleria, risalente ai tempi dei Doria, confluiva in mare all'altezza del ponte dei Mille.
Il lago del Lagaccio ebbe nel tempo la funzione di rifornire d'acqua e di costituire la forza motrice per numerosi macchinari della polveriera che nel 1652 era stata eretta alla sua base, successivamente ampliata nel 1835 ed infine adibita a caserma militare.
Nel corso dei secoli il lago finμ col perdere la sua funzione originaria: tra il 1960 e il 1970, l'amministrazione comunale, dopo aver canalizzato il rio Lagaccio e il fosso delle Banchette, ha provveduto a colmare la valletta. Lΰ dove c'era il lago, voluto da Andrea Doria per far zampillare l'acqua dalla bocca del suo Nettuno, sorge oggi un attrezzato impianto sportivo.




LAVORO SUL TESTO




Note per il docente:
modalitΰ: lettura, discussione e lavoro sul testo
tempo dedicato: 2 ore.